La scarsa qualità seminale non riconducibile a cause accertabili, la cosiddetta Oligo-Asteno-Teratozoospermia idiopatica, è responsabile del 40-75% dei casi di infertilità maschile.
I numerosi trattamenti farmacologici proposti
non hanno evidenziato finora significativi miglioramenti del quadro
clinico.
Negli ultimi anni numerosi studi hanno messo in luce l'importanza dei ROS (Specie Reattive dell'Ossigeno), comunemente chiamati Radicali Liberi, nella fisiopatologia della riproduzione: si è dimostrato come lo stress ossidativo associato ad elevati livelli di ROS nel liquido seminale comporta una riduzione della motilità degli spermatozoi ed un danno al DNA cellulare.
Gli spermatozoi, infatti, risultano essere molto sensibili ai ROS poiché la loro membrana cellulare contiene grassi poliinsaturi che vanno facilmente incontro ad un processo di perossidazione.
Quando la produzione dei ROS supera l'attività dei meccanismi antiossidanti si arriva al danno cellulare.
Date tali premesse, si è ipotizzata nel trattamento
dei maschi infertili con OAT-syndrome l'utilità di terapie
mediche a base di antiossidanti. Diversi studi sono
stati condotti, negli ultimi anni, relativi a vari composti
ad azione antiossidante e adiuvante la spermatogenesi in soggetti
infertili permettendo di giungere a queste conclusioni di rilievo:
1. Il Selenio e vitamina E, da soli o in associazione, producono una riduzione dei meccanismi ossidativi ed un miglioramento della motilità spermatica.
2. La vitamina C è in grado di migliorare la conta, la motilità e la morfologia degli spermatozoi.
3. L'associazione di vitamine C ed E comporta una riduzione del danno al DNA.
4. L'associazione di L-carnitina e acetil-L-carnitina si è dimostrata efficace nel migliorare la motilità spermatica progressiva, nell'aumentare la capacità antiossidante del plasma seminale e nell'incrementare le "Pregnancy Rates" nei maschi con OAT-syndrome.
5. L'acido folico ed il solfato di zinco portano ad un significativo miglioramento della conta spermatica.
6. La vitamina B12 ad alte dosi e con trattamento a lungo termine (16 settimane) risulta di grande utilità nei pazienti affetti da oligozoospermia.
7. Il trattamento di soggetti affetti da oligoastenospermia con Arginina ha aperto importanti prospettive circa la capacità fertilizzante di quest'ultima.
8. I livelli di Coezima Q10 nel plasma seminale sono risultati in correlazione con la conta spermatica e la motilità.
Sulla base di questi dati presso l' ISES - Istituto per la Sterilità e la Sessualità di Milano, diretto dal Prof. Giovanni Maria Colpi, è stato condotto uno studio per verificare se la supplementazione alla dieta di un'associazione delle predette sostanze fosse in grado di migliorare significativamente
la qualità seminale dei pazienti affetti da OAT-syndrome.
Lo studio è stato condotto con rigorosi criteri scientifici e tutti i soggetti inseriti nella sperimentazione sono stati sottoposti, prima e dopo il trattamento, a numerosi e sofisticati accertamenti validati e riconosciuti a livello internazionale. Il trattamento è durato 6 mesi.
40 pazienti hanno completato il programma terapeutico.
Risultati
1. Il trattamento è risultato ben tollerato: nessun paziente
ha lamentato sintomi riportabili alla terapia e tutti i soggetti
hanno regolarmente completato i sei mesi di trattamento.
2. Il volume seminale è significativamente aumentato.
3. La concentrazione di spermatozoi è significativamente
aumentata.
4. La motilità spermatica totale è aumentata rispetto
al pre-trattamento in misura significativa in tutte e tre le
valutazioni: 45 , 120 , e 180 minuti.
5. Gli spermatozoi con morfologia normale sono significativamente
aumentati.
6. L'Indice Seminale è migliorato.
Nella valutazione della sintomatologia l'Indice Seminale riveste un particolare interesse in quanto riassume i parametri fondamentali di uno spermiogramma ed indica la capacità procreativa di un uomo. In seguito al trattamento con il prodotto in studio l'Indice Seminale è significativamente
aumentato, passando da una media pari a 0,82 rilevata durante la visita basale ad un
valore medio pari a 1,76 registrato in seguito al trattamento.
Conclusioni
Al termine dello studio questo gli sperimentatori hanno riportato
il seguente commento:
" Nel desolante panorama terapeutico dell'infertilità maschile, che vede oggi un ricorso ormai pressoché sistematico alle tecniche di riproduzione assistita e specificatamente alla ICSI, appare alquanto interessante poter ottenere significativi miglioramenti seminali ricorrendo, in pazienti affetti da una vera oligoastenoteratozoospermia idiopatica ad una terapia con vitamine e minerali, semplice e sicura, in quanto sostanzialmente priva di controindicazioni ".
Alla luce di questi ottimi risultati clinici è stato realizzato SALOVIT capace di migliorare la capacità spermatozoaria di fertilizzazione dell'ovocita, dato questo alquanto notevole ai fini della ricerca di una fertilità spontanea.
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